Calciomercato, il braccio di ferro tra Al-Khelaifi e Mbappé, partito in Camerun
L'attaccante francese, in visita al paese del padre, per il momento non ha risposto alle provocazioni del presidente del Paris Saint Germain, che gli ha dato un ultimatum di rinnovo per le prossime due settimane
Sorridente e raggiante. Così Kylian Mbappé si è mostrato alla gente di Yaoundé, capitale del Camerun, alla quale si è presentato con l'obiettivo di visitare stamani una scuola di bambini sordi e ipoudenti della Fondazione per l'educazione e la promozione delle persone con problemi di udito (FEPPDA), presente in loco.
In seguito, la partenza per Douala, la capitale economica del paese di origine di suo padre Wilfried, per visitare un'altra scuola e poi partire verso Djebalé, il villaggio nel quale è nato proprio il suo genitore prima di abbandonarlo molto giovane per recarsi in Francia. Un'operazione caritativa ma anche d'immagine in un momento particolarmente burrascoso, al quale però il calciatore ha fatto buon viso.
Tuttavia, nonostante il calore estivo, la guerra fredda tra il giocatore e il Paris Saint Germain è iniziata, e potrebbe durare almeno fino al 31 luglio, che è il giorno nel quale scade la sua teorica possibilità di esercitare il rinnovo di un altro anno. Una possibilità da lui non contemplata.
Ultimatum
"Non lasceremo che il miglior giocatore del mondo lasci il Psg gratis. Se Kylian vuole restare, deve rinnovare. E deve farlo entro al massimo due settimane". Questo il diktat di Nasser Al-Khelaifi, presidente del club parigino due giorni fa durante la presentazione di Luis Enrique. Una provocazione vera e propria che, almeno per ora, non spaventa il calciatore.
Forte non solo di una valutazione enorme sul mercato e di un contratto che egli ha deciso di non rinnovare, il calciatore sa che difficilmente verrà messo fuori rosa dal suo club, che conta su di lui per puntare nuovamente a giocare la Champions League. La sua visita in Camerun, da questo punto di vista, è di colui che non si preoccupa minimamente delle questioni amministrative, bensì tira dritto per la sua strada, consapevole di avere lui le redini della situazione.



