Dentro la partita di Hermoso: la metamorfosi dell'esubero diventato titolare fisso e goleador
Il difensore spagnolo ha conquistato la fiducia dell'allenatore e dei tifosi: rendimento in crescita, qualità in costruzione e solidità dietro. Contro l'Atalanta è arrivato anche il gol decisivo per la rimonta: ora lo spagnolo punta Fenerbahce e Torino.
La scorsa estate Mario Hermoso sembrava destinato a lasciare la Roma. Il suo nome era finito tra quelli considerati sacrificabili, ma l'arrivo di Gian Piero Gasperini ha cambiato completamente il quadro.
Il tecnico lo ha osservato da vicino, ne ha valutato caratteristiche e rendimento e ha deciso di puntare su di lui. Una scelta che lo spagnolo ha ripagato sul campo, fino a trasformarsi in uno dei punti fermi della formazione giallorossa.
Oggi Hermoso è molto più di un semplice titolare. È un riferimento per la retroguardia e un giocatore capace di incidere anche nella costruzione della manovra.
Quando la Roma deve uscire dalla pressione avversaria, il difensore offre una soluzione ai compagni, accompagna lo sviluppo dell'azione e contribuisce a portare il pallone nella metà campo offensiva sbagliando pochissimi passaggi.
Il suo peso, però, emerge anche quando la squadra perde il possesso. Hermoso è difficile da superare, legge bene le situazioni e riesce a dare sicurezza alla linea difensiva.
Un equilibrio tra fase di possesso e lavoro senza palla che spiega perché Gasperini abbia finito per considerarlo un elemento praticamente imprescindibile.
Dentro questa crescita c'è, così, la storia di un giocatore che l'estate scorsa non era considerato, da alcuni, adatto al nuovo progetto della Roma e che oggi, invece, rappresenta una delle certezze di Gasperini.
I prossimi avversari della Roma saranno, ora, il Fenerbahçe in Champions League e il Torino in campionato. Sia i turchi che i granata sono coscienti che dovranno prestare particolare attenzione alla fascia sinistra giallorossa: da quella zona non solo non sarà semplice trovare spazi per attaccare, ma allo stesso tempo potrebbero arrivare insidie dalle quali difendersi.
È già da tempo che Mario Hermoso non è più considerato un esubero; ora, però, la verità è che lo spagnolo è diventato una vera e propria colonna della Roma.



