Dentro la partita di Kolo Muani: un gol per sbloccarsi, una prestazione completa e un avviso alla Lazio
Il francese interrompe il digiuno in campionato con il colpo di testa dell'1-1 all'Unipol Domus: i numeri premiano il suo lavoro per la squadra, ma contro la capolista servirà maggiore concretezza sotto porta.
L’inizio di stagione di Randal Kolo Muani con la maglia della Juventus racconta alla perfezione una delle "contraddizioni" più evidenti di quello che il calcio moderno chiede agli attaccanti: da un lato, il contributo collettivo richiesto sul terreno di gioco; dall’altro, la capacità di mantenere la lucidità necessaria per essere decisivi sotto porta.
Il gol del definitivo 1-1 realizzato a Cagliari, con un colpo di testa imperioso su cross di Kerim Alajbegović, ha messo fine a un digiuno in campionato che iniziava a pesare sul morale dell'attaccante francese e la pazienza dei suoi tifosi (oltre che di Luciano Spalletti).
Una rete preziosa, che ha evitato la sconfitta ai bianconeri, ma che non esaurisce le valutazioni sul rendimento del classe 1998. Per analizzarlo, però, serve uno sguardo più approfondito che ci permetta di valutarlo alla vigilia del delicato big match di domenica prossima contro la Lazio.
Le difficoltà iniziali
Il ritorno a titolo definitivo a Torino ha subito consegnato a Kolo Muani un ruolo centrale, ma anche una pesantissima responsabilità, nell’attacco juventino. L’impatto con le difese della Serie A, però, ha messo in evidenza alcune difficoltà nell’interpretare il ruolo di centravanti puro.
Nelle prime giornate il francese è apparso a tratti isolato e le statistiche confermano le fatiche incontrate: in 539 minuti disputati ha prodotto 3,2 Expected Goals (xG) riuscendo, tuttavia, a segnare una sola volta e facendo registrare appena 13 conclusioni complessive.
Gli errori di precisione negli ultimi metri e una comprensibile ansia da prestazione, alimentata dalle crescenti critiche della piazza, hanno così finito per incidere sul suo rendimento realizzativo.
La reazione
La risposta è arrivata attraverso un cambiamento tattico graduale, ma sempre più evidente. Kolo Muani ha cominciato ad abbandonare la posizione statica del classico numero nove, ampliando il proprio raggio d’azione e cercando con maggiore frequenza il dialogo con i compagni.
Un'evoluzione confermata dal 73% di precisione nei passaggi, con 93 palloni completati su 128: una percentuale insolitamente elevata per un centravanti. A questo si aggiungono dieci falli subiti, utili per consentire alla squadra di risalire il campo, e una notevole disponibilità al sacrificio in fase difensiva, con picchi di velocità in ripiegamento vicini ai 28 km/h.
Un primo segnale della sua efficacia si era già visto in Europa League, quando il francese aveva firmato un gol e un assist in appena venti minuti contro il NEC Nimega. Una prestazione che ha confermato come, con ritmi più alti e maggiori spazi da attaccare, possa diventare devastante.
La svolta buona?
Il colpo di testa di Cagliari assume, quindi, il significato di una liberazione sul piano psicologico, arrivata in un momento particolarmente importante per la Juventus. Nel prossimo fine settimana, infatti, i bianconeri sono attesi dalla sfida contro la Lazio, attuale capolista del campionato assieme all'Inter.
La formazione biancoceleste si distingue per l’intensità con cui aggredisce gli avversari, ma può inevitabilmente concedere spazi alle spalle della linea difensiva. E in questo contesto, i movimenti di Kolo Muani lontano dalla posizione centrale e la fiducia ritrovata dopo il gol potrebbero diventare strumenti decisivi per mettere in difficoltà la retroguardia laziale.
I numeri suggeriscono che la sua evoluzione tattica sia ormai compiuta: adesso spetta al campo dimostrare se la rete di Cagliari rappresenta davvero l’inizio della svolta buona.



