Durant sulla legalizzazione della marijuana in NBA: "La fumano tutti, è come il vino"
Il cestista statunitense non ha avuto problemi ad affrontare l'argomento così discusso nell'ultimo periodo, dopo la firma del nuovo contratto collettivo.
Kevin Durant è uscito allo scoperto affrontando pubblicamente un tema di cui molti suoi colleghi preferiscono non parlare, anche se estramente diffuso: il consumo di droghe leggere.
Il cestista adesso in forza ai Phoenix in una chiacchierata con Andrew Sorkin al Game Plan 23 ha riferito di una telefonata avuta con il commissioner Adam Silver - nell’ambito dei colloqui che hanno portato alla firma del nuovo contratto collettivo di lavoro che ha di fatto rimosso il divieto di considerare la marijuana una sostanza proibita - in cui KD gli avrebbe chiesto di provvedere a questa rimozione.
"Cosa ho detto a Silver per convincerlo? Beh, quando ci siamo visti me l’ha annusata addosso, non c’è stato bisogno di molte parole, era tutto sottinteso".
E ancora: "La fumano, tutti, è come il vino" ha commentato Durant.
Dopo un periodo di 'prova' durante la bolla covid, la nuova policy della lega è entrata in vigore dall’inizio di luglio ed è valida per i prossimi sette anni.
Prima, dopo la prima violazione, un giocatore ritenuto colpevole di aver assunto marijuana, oltre ad essere considerato un un cattivo esempio sociale, rischiava multe o addirittura sospensioni di cinque partite.



