Fagioli, accordo per il patteggiamento: il bianconero sette mesi lontano dai campi di calcio
Il centrocampista ha patteggiato per 12 mesi, cinque saranno di riabilitazione. Salterà tutta la stagione corrente, ma ha scongiurato l'ipotesi di una eventuale maxi condanna.
Nicolò Fagioli sceglie la via del patteggiamento.
Il giocatore della Juventus, coinvolto di recente nello scandalo delle scommesse che ha interessato diversi giocatori della nazionale italiana, ha deciso di trovare un accordo con la Procura federale.
Come conferma l'ANSA, "lo juventino verrà sanzionato con una squalifica di 12 mesi, 5 dei quali commutati in prescrizioni alternative, e una ammenda di 12.500 euro, per la violazione dell'art.24 del CGS che vieta la possibilità di effettuare scommesse su eventi calcistici organizzati da FIGC, UEFA e FIFA".
Il centrocampista ha quindi accettato uno stop di sette mesi, scongiurando così l'ipotesi di una eventuale maxi condanna, che lo terrà lontano dai campi da gioco per tutta la stagione o quasi.
Una squalifica ridotta, affiancata a un percorso di riabilitazione, che hanno ricevuto il semaforo verde da parte del numero uno della Procura federale, Giuseppe Chiné, anche alla luce della totale collaborazione del giocatore sin dalle prime fasi della vicenda e dai suoi tentativi di limitare la sua dipendenza nei mesi passati.
Sempre secondo Sky, la conferma da parte della Procura arriverà nelle prossime ore e sarà valida dal momento della sua ratifica. Nel caso in cui dovesse arrivare oggi, Fagioli potrebbe tornare in campo per le ultime due gare del campionato.
Le prescrizioni alternative
Riguardo le prescrizioni alternative, Fagioli "dovrà partecipare ad un piano terapeutico della durata minima di 6 mesi e ad un ciclo di almeno 10 incontri pubblici, da svolgersi nell'arco di 5 mesi, presso Associazioni sportive dilettantistiche, Centri federali territoriali, Centri per il recupero dalla dipendenza dal gioco d'azzardo, e comunque secondo le indicazioni e il programma proposti dalla Figc".
La Procura Federale vigilerà sul rispetto di queste indicazioni, e, in caso di violazioni, "adotterà i provvedimenti di propria competenza, ai sensi del CGS, con risoluzione dell'accordo e prosecuzione del procedimento disciplinare davanti agli Organi giudicanti di giustizia sportiva".



