Federcalcio, le prime parole del Presidente Malagò sul prossimo ct: "Non ho parlato con nessuno"
Il neo eletto annuncia le priorità del suo mandato: "Per prima cosa si deve compattare la squadra che, si è visto, ha delle 'discrete' personalità. Poi c'è il progetto tecnico. E infine dobbiamo riallacciare un rapporto con la politica, o meglio con una parte della politica".
"È veramente molto profondo ed emozionante questo senso di responsabilità. Da solo non posso fare nulla, ma con voi posso fare tutto".
Sono queste le prime parole da Presidente FIGC di Giovanni Malagò, appena eletto con quasi il 70% delle preferenze.
"Le mie tre stelle polari? Per prima cosa si deve compattare la squadra che, si è visto, ha delle 'discrete' personalità. Poi c'è il progetto tecnico. E infine dobbiamo riallacciare un rapporto con la politica, o meglio con una parte della politica".
Sono queste le priorità annunciate da Giovanni Malagò nel corso della sua prima conferenza stampa da numero 1 della Federcalcio.
Assoluto riserbo sul prossimo ct
Quanto al ct, "non ho parlato con nessuno. Ci cominciamo a mettere la testa. Facciamo un po' di ragionamenti. Bisognerà parlarne, vedere i bilanci".
La seconda telefonata
"Dopo l'elezione, la seconda telefonata che ho ricevuto è stata quella di Abodi e ci siamo dati appuntamento a venerdì per vederci". Lo ha detto il neoeletto presidente della FIGC, annunciando il prossimo incontro con il ministro per lo Sport e i giovani.
Euro 2032 e riforme
"Euro 2032? È una sfida nella sfida, ho parlato con Uva e parlato con Ceferin nei giorni scorsi. Noi non possiamo fare brutta figura. Sapete che dobbiamo dare subito 5 stadi, ma farei lavorare le persone preposte, non mi allargherei in altre iniziative".
Parlando delle riforme che aspetta il calcio italiano ha invece aggiunto: "Le riforme si devono fare. Ma c'è un problema di uomini e di sistema. Conoscete un altro settore dove governi quasi all'unanimità e non riesci a fare nulla del tuo programma? Vuol dire che la situazione è ingessata. Se non si cambia passo, poi, c'è qualcuno che ci metterà in condizione di cambiare".
Infine a chi gli chiede della riforma arbitrale ha risposto: "Fin quando gli arbitri sono autonomi, sono molto felice, in questo senso si dovrà andare avanti. Poi che ci sia un macro problema che riguarda l'AIA, questo è sotto gli occhi di tutti"



