I bei tempi andati, o quando la sfida tra Roma e Juventus valeva uno Scudetto
L'atteso match del weekend di Serie A è stato negli ultimi decenni una contesa tra due squadre che puntavano più in alto di tutte le altre
Domenica notte, quando il palcoscenico della Serie A chiuderà il suo 24esimo spettacolo con l'atto più atteso, Roma e Juventus si sfideranno con tanta forza nelle gambe e tanta nostalgia nel cuore. Una nostalgia di quei tempi passati nei quali uno scontro tra giallorossi e bianconeri valeva il titolo di campione d'Italia. Un titolo che l'ultima volta che è stato trascinato sotto il Po si è fermato proprio nella Capitale, in quel giugno 2001. Un mese e mezzo prima di quel fatidico terzo Scudetto per i capitolini, si sarebbe consumata una delle sfide più emozionanti tra quelle che hanno avuto luogo quando da ambo i lati si puntava al bersaglio grosso.
Roma-Juventus 3-0 (1985-86)
Durante la stagione, la squadra di Michel Platini aveva dimostrato a tutta l'Italia di essere la più forte. In quell'occasione, tuttavia, la Roma si guadagnò con onore l'etichetta di seconda forza del campionato, dando prova di poter stanare la Vecchia Signora con solvenza. Con Eriksson in panchina, i giallorossi si imposero per 3-0. Le reti di Ciccio Graziani e Roberto Pruzzo e Toninho Cerezo diedero la sensazione agrodolce ai romanisti che qualcosa sarebbe potuto andare diversamente se tutte le partite fossero state approcciate come il grande e sentito scontro.
Juventus-Roma 2-2 (2000-01)
Era la Roma di Francesco Totti, il capitano designato a cambiare la storia scrivendola di proprio pugno. Con al fianco Gabriel Omar Batistuta, il numero 10 giallorosso fu il protagonista di una stagione da sogno, che doveva per forza di cose essere culminata con la vittoria dello Scudetto. La visita del 6 maggio 2001 al Delle Alpi era decisiva, perché con una vittoria i bianconeri si sarebbero portati a soli tre punti dai giallorossi, aumentando così la pressione a poche giornate dalla fine del campionato. L'uno-due di Del Piero e Zidane nel primo tempo metteva in crisi una Roma nella quale il proprio capitano balbettava, tanto da venir sostituito nella ripresa dal giapponese Nakata. E sarebbe stato proprio il nipponico a trovare, a 10 minuti dal 90esimo, il pertugio nascosto per ridare fiducia ai suoi. Nakata, non contento, avrebbe poi propiziato anche il gol del pareggio di Montella, entrato anche lui nel secondo tempo: da un suo tiro respinto malamente da Van der Sar sarebbe generato il guizzo del centravanti mancino, uno dei tanti eroi del terzo Scudetto romanista.
Roma-Juventus 4-0 (2003-04)
Forse il tripudio più grande provato dai giallorossi contro gli odiati rivali. L'8 febbraio 2004 la Roma di Totti e Cassano sfidava una Juve rimaneggiata. E quella differenza di valori sulla carta si rivelò essere molto più devastante in campo, dove dopo il gol dell'1-0 di Dacourt i padroni di casa avrebbero dilagato nella ripresa, quando prima Totti su rigore e poi Cassano due volte, l'ultima di testa, avrebbero stordito Buffon. Indimenticabile il gesto del capitano giallorosso a Tudor a fine incontro, con la mano aperta a forma di quattro che si trasformava in un invito a star zitto e tornare a casa. In quell'occasione, però, la goleada restò un semplice aneddoto, dato che in primavera la Roma sarebbe caduta a San Siro contro il Milan in un autentico spareggio per il campionato.
Juventus-Roma 3-2 (2014-15)
Negli anni recenti, senza dubbio lo scontro più divertente ed elettrizzante. Sebbene fosse inizio campionato (ottobre 2014), i nervi erano già tesi e sembrava evidente che sarebbero state Juve e Roma a contendersi il campionato. Il primo tempo si concluse sul 2-2 con a segno Tevez due volte su rigore per i bianconeri e Totti, sempre su rigore, e Iturbe per i giallorossi. La ripresa fu vissuta ad altissima tensione, con tante scintille. Ma alla fine sarebbe stato un gol al volo del romano Bonucci a decidere l'incontro. Una partita che resterà nota per il gesto del violino del tecnico giallorosso Rudi Garcia, che nel primo tempo fu allontanato dall'arbitro per protestare dopo l'assegnazione di un calcio di rigore alla Juve.



