Inchiesta Prisma: la Uefa chiede e riceve le carte dalla Procura di Torino
Il massimo organismo del calcio continentale sta seguendo tutti i passi delle disavventure giudiziarie del club bianconero, ma si pronuncerà solo in caso di condanna penale che potrebbe comportare una successiva esclusione dalle competizioni europee
La Uefa non molla la presa sulla Juventus. Il massimo organismo del calcio continentale - che ha deciso già da tempo di seguire tutti i passi delle disavventure giudiziarie del club bianconero - ha chiesto e ottenuto dalla Procura di Torino i nuovi atti relativi all'Inchiesta Prisma.
Lo scorso mese di dicembre, la confederazione presieduta da Aleksander Ceferin aveva comunicato ufficialmente di aver aperto un'indagine propria sulla società torinese avvalendosi "della collaborazione delle autorità italiane". È bene ricordare, infatti, che la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio dei 12 indagati (tra i quali ci sono anche Agnelli, Paratici, Nedved e Arrivabene) sul quale, il prossimo 27 marzo, si pronuncerà il giudici dell'udienza preliminare.
L'attenzione della Uefa è diretta, in maniera particolare, sugli ultimi bilanci presentati dalla società bianconera che, lo scorso 23 agosto, portarono al settlement agreement tra le due parti. I documenti, in possesso anche della Figc, riguardano anche Atalanta, Bologna, Cagliari, Sampdoria, Sassuolo e Udinese.
Detto questo, inutile aspettarsi una presa di posizione imminente di Ceferin che aspetterà la fine di un eventuale processo e, soltanto in caso di condanna penale, avvierà l'iter che potrebbe portare all'esclusione, per almeno un anno, della Juve dalle competizioni europee.



