Jesus evita il tema Ronaldo, ma alimenta la riconciliazione: "È un simbolo della nazionale"
Il ct della nazionale lusitana in conferenza stampa pre sfida alla Norvegia, valida per la 4ª giornata della Nations League: "Il focus deve essere la nazionale".
Jorge Jesus, commissario tecnico della nazionale portoghese, ha presentato questo sabato la sfida contro la Norvegia, valida per la 4ª giornata della Nations League, in programma domenica alle 19:45 allo stadio do Dragão.
"Vorrei poter vincere per qualificarci ai quarti di finale - esordisce il ct -. Poi, se riuscissimo a fare ciò che abbiamo fatto nella partita di Copenaghen contro la Danimarca, una gara eccellente e di grande qualità, sarebbe ciò che desidererei di più. Nel calcio non sempre riusciamo a ottenere ciò che vogliamo".
Su Ronaldo: "Il focus deve essere la nazionale, sotto ogni aspetto. In questo caso, la gara contro la Norvegia: dobbiamo fare bene, con il nostro popolo in sintonia con la bandiera e con l'obiettivo della nazionale. Non posso ignorare Cristiano. È un simbolo della nazionale e del Portogallo, questo è chiarissimo. Dopo la partita ci sarà molto tempo per parlarne".
Sulla possibile riconciliazione: "Mi concentrerò sulla squadra e sull'avversario. La Norvegia, secondo me, è una delle cinque migliori squadre d'Europa, con grandi giocatori. Dobbiamo restare concentrati. So qual è il problema in questo momento, ma abbiamo tutti tempo per analizzare ciò che può accadere".
Cosa aspettarsi dagli spalti: "L'affetto che mi piacerebbe ricevere va oltre il simbolo della nazionale. È per la squadra, per i giocatori, non per me. Faccio parte di una squadra, ne sono il comandante e il legame. Prima di diventare commissario tecnico, ero un tifoso sfegatato e appassionato della nazionale".
Infine, sullo status di Jorge Jesus e Ronaldo ambasciatore ai Mondiali del 2030: "Capisco le domande, fa parte del gioco, ma stiamo già pensando al 2030? Mancano quattro anni. Il calcio è quotidiano, non si ragiona nemmeno di mese in mese. La partita è la cosa più importante: sarà una gara molto intensa e ben giocata. È lì che voglio arrivare. Non serve deviare l'attenzione. Il problema in questo momento si chiama Norvegia".



