Livorno, inizia il Lucarelli bis: l'allenatore torna in panchina nel nome di Protti
Nuova avventura in panchina per Cristiano, e bagno di folla alla presentazione: con lui anche il fratello Alessandro, nelle vesti di ds.
Quella fra Cristiano Lucarelli e il Livorno non è e non potrà mai essere solo una questione di calcio. È stato il protagonista indiscusso della pagina più gloriosa della storia sportiva di Livorno, ma il suo rapporto con la città e con uno stadio caldo e passionale che lo adora, va oltre il pallone: da quest'anno Lucarelli torna sulla panchina della squadra della sua città in Serie C.
La prima volta, otto anni fa, non andò benissimo. Ma stavolta è tutto diverso, perché è un altro Cristiano e un altro Livorno: l'allenatore è maturato, ha fatto molte esperienze e al suo fianco, nel ruolo di direttore sportivo, c'è suo fratello Alessandro.
"Abbiamo voglia di onorare un personaggio che è stato un riferimento per tutti noi in campo, ma soprattutto fuori dal campo"
Ma, soprattutto, c'è da tenere viva e onorare la memoria di un altro fratello, non di sangue, ma di amaranto, Igor Protti, morto da poco dopo una lunga malattia e che ha avuto un ruolo nella decisione di Lucarelli di tornare a Livorno: "Questo per me - ha detto alla sua presentazione allo stadio Picchi insieme al presidente Joel Essciua - è il primo anno dopo Cristo e sapete a chi mi riferisco. E per questo abbiamo voglia di onorare un personaggio che è stato un riferimento per tutti noi in campo, ma soprattutto fuori dal campo, e noi abbiamo il dovere di portare avanti quello che lui voleva di più: il benessere e i risultati del Livorno Calcio".
Fra la memoria di Protti e i ricordi della Serie A conquistata e difesa a suon di gol con il numero 99, il rischio di farsi travolgere dalle emozioni sarebbe troppo grosso, quindi meglio pensare al presente e all'immediato futuro: un anno di contratto con la promessa che se le cose andranno bene si potrà andare avanti.
"Sarebbe stato meglio - ha scherzato in una hall gremita di tifosi - se oggi fossi stato annunciato come attaccante del Livorno ma anche esserlo da allenatore non è male".
Dopo la prima esperienza terminata dopo poche giornate nel 2018 in Serie B, Lucarelli è adesso un allenatore con le idee chiare: che vuole costruire una squadra che diverte, tenace, grintosa, e con una forte propensione offensiva.
"Il Livorno va amato a prescindere da tutto, allenatori, presidenti, dirigenti, ma noi siamo innamorati di questa maglia e abbiamo l'obbligo di stare vicini a questa maglia sempre, nella buona e nella cattiva sorte".
Allo stadio Armando Picchi si alzano i cori e i decibel nel primo bagno di folla della stagione. Il campionato di Serie C che sta per cominciare è duro e complicato, ma per una città intera, dopo anni di amarezze sportive, ha un altro sapore se in panchina c'è quel ragazzo di Livorno che quando è diventato calciatore con i soldi guadagnati anziché comprarsi la Ferrari si comprò la maglia della sua squadra del cuore.



