Lo show di Tresoldi a San Siro fa riflettere il Milan, che alla fine gli ha preferito Ramos
Capocannoniere della Champions League, aspettando i risultati di stasera, l'attaccante nato a Cagliari e di fede rossonera ha dimostrato di valere molto anche in Europa. E, in prospettiva, può rendere anche di più del centravanti portoghese
Si sono sprecati i giochi di parole per la tripletta di Nicolò Tresoldi contro l'Inter. Tra titoli a effetto e metafore di ogni tipo, l'esaltazione per il centravanti classe 2004 è arrivata al suo massimo storico dopo l'esibizione di San Siro. Autore di quattro reti nelle prime due uscite di Champions League, il nativo di Cagliari è stato il mattatore della sfida vinta per 3-4 dal suo Club Brugge in quello stadio che lui ha sempre sognato da piccolo.
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Fiuto e tecnica
E se quello di Tresoldi fosse più di un sogno? Centravanti di 22 anni, è alla sua seconda stagione in Belgio, dove hanno creduto in lui pescandolo dalla Zweite tedesca, dove aveva realizzato appena sette reti in 34 partite nell'annata 2024/25. Da quel momento in poi, grazie anche a un Euro 2015 dove era apparso uno dei migliori prospetti della Germania, è maturato definitivamente, irrompendo così al Brugge, dove è stato capocannoniere della Jupiler League vinta l'anno scorso con 13 reti totali.
Le sue caratteristiche sono ormai evidenti: Nicolò ama attaccare lo spazio e fiuta il gol come il suo idolo Filippo Inzaghi, che ha giocato con suo papà. Ma, rispetto all'ex attaccante di Juventus e Milan, vanta una tecnica importante che non solo gli permette di associarsi in modo armonioso con i compagni di squadra ma lo rende anche fiducioso al momento di tiri che richiedono molta coordinazione. Il calcio di rigore finito nell'incrocio, con il quale ha rotto l'impasse a San Siro, è stato di quelli imparabili, che solo un giocatore dal piede educato può generare.
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Alta fedeltà
La sua umiltà non gli permette di andare a cercare paragoni scomodi. Eppure, dopo l'inizio di stagione di Goncalo Ramos, arrivato al Milan per 70 milioni, il confronto tra i due vede l'italo-tedesco nettamente avanti. La differenza d'età e di esperienza è ancora elevata, e va ricordato che il lusitano è stato comunque importante come sostituto di lusso nelle due vittorie consecutive della Champions League da parte del Paris Saint-Germain.
Eppure, proprio nella competizione regina finora Tresoldi ha fatto registrare sette reti in 12 incontri, mentre Ramos appena nove in 47. La media, dunque, è nettamente favorevole al 22enne oggi al Brugge e che in poco più di un anno ha scalato le gerarchie europee. La sensazione è che nella prossima estate, quella in cui giocherà da capitano l'Euro under 21 con la Germania, dovrà prendere molte decisioni. A prescindere da come finirà la competizione continentale, sarà infatti chiamato a rispondere a Jurgen Klopp e a Roberto Mancini.
Ma potrebbe probabilmente essere spinto a scegliere un'eventuale nuova squadra. Se, infatti, in estate è stato corteggiato dall'Arsenal, tra qualche mese avrà senza dubbio altre pretendenti. Il suo prezzo, però, sarà elevatissimo, anche perché i nerazzurri del Belgio sono una bottega cara. Al Milan lo sanno bene, visti i 35 milioni spesi per Jashari e De Ketelaere.
Stavolta, però, potrebbero essere in gioco anche i sentimenti di un ragazzo che dall'Italia è partito troppo presto e che al primo esame al Giuseppe Meazza ha suonato un assolo indimenticabile. Che lui, magari, avrebbe voglia di ripetere con un'altra maglia, ma sempre di casa.



