Mondiale, Francia-Spagna: è proprio vero che Lamine Yamal non difende?
Secondo le leggende metropolitane, Lamine Yamal sarebbe solo un solista, incapace di svolgere qualsiasi compito difensivo. E, invece, sia con la Spagna che con il Barça, l’esterno sinistro non è certo uno che si tira indietro e le sue statistiche in questa Coppa del Mondo non lasciano dubbi a riguardo.
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I luoghi comuni sono duri a morire. Un giorno si è deciso che Lamine Yamal non difendeva. Da allora, soprattutto in Francia, niente da fare: Lamine Yamal non difende.
In un Mondiale in cui non brilla abbastanza in fase offensiva, anche a causa di un infortunio alla coscia rimediato a fine stagione in Liga, il mancino che ha appena compiuto 19 anni ha iniziato dalla panchina prima di dover accelerare il rientro a causa del pareggio contro il Capo Verde (0-0).
E se c’è un aspetto in cui Lamine Yamal non si risparmia, è proprio quello difensivo. In cinque partite di campionato da titolare, il suo contributo è evidente, soprattutto per un esterno che va spesso al duello, con tutti i rischi di perdita del pallone che ciò comporta.
Dati inequivocabili
Con una squadra che gioca il possesso, a volte in modo esasperato, gli spazi si riducono e il pressing deve essere immediato per evitare le ripartenze. In questo, il catalano lavora tantissimo. Ad esempio, contro l'Austria, ha vinto 4 tackle su 5 e recuperato 6 palloni.
In totale, ha vinto 6 tackle su 7 e realizzato 21 recuperi. E senza dimenticare i suoi 36 duelli vinti su 66 (34 su 60 considerando solo le partite da titolare). In appena 4 partite e mezzo (è uscito all’intervallo contro l'Arabia Saudita), sono numeri solidi, ben lontani dall’immagine ingiusta di giocatore pigro che si sottrae allo sforzo collettivo.
Da questo punto di vista, è addirittura nettamente superiore a Ousmane Dembélé, Michael Olise e Kylian Mbappé, gli attaccanti francesi inamovibili dall’inizio della competizione. Dei tre, solo Olise ha disputato più duelli di Lamine Yamal (65 in 6 partite da titolare, contro 28 per Dembélé e 44 per Mbappé) ma ne ha vinti meno (26). Per quanto riguarda i tackle, i tre francesi insieme ne hanno 7, contro i 6 dello spagnolo. Quanto ai recuperi, solo Olise lo supera con 29 palloni recuperati, contro i 12 di Dembélé e i 13 di Mbappé.
Lavoro invisibile
Per valutare davvero il lavoro invisibile di Lamine Yamal, forse bisogna addirittura paragonarlo ai centrocampisti? A livello di recuperi, Lamine Yamal è nella fascia alta della Selección. Ad esempio, contro il Portogallo, solo un compagno ha fatto meglio di lui: Rodri (7 contro 6). Contro il Belgio, è stato superato da Aymeric Laporte (6), Dani Olmo e Unai Simón (5) ed è pari con Pedro Porro e Pedri, autore di una mezz’ora di ottimo livello (4). In totale, contando anche lo spezzone contro Capo Verde, Lamine Yamal fa due volte meglio di Olmo (9 minuti contro gli Squali Blu e 4 partite da titolare, 9) e si piazza nettamente sopra Álex Baena (5 partite da titolare, 12).
Per quanto riguarda la Francia, Adrien Rabiot difende soprattutto in piedi e questo si riflette nelle statistiche: 3 tackle vinti su 3 in 5 partite da titolare. Manu Koné ha un rapporto di 4 su 7 in 4 partite da titolare, il che lo pone... dietro Lamine Yamal in questo aspetto dove domina Aurélien Tchouaméni, 10 su 13 in 3 partite. A livello di recuperi, è addirittura sopra Rabiot e Tchouaméni (19 ciascuno) e pari a Koné (21)!
L’avversità più impegnativa incontrata dalla Spagna a partire dai sedicesimi di finale ha costretto Lamine Yamal a difendere molto, anche a scapito della lucidità, cioè nei passaggi chiave e nei tiri. Tuttavia, con una Selección che tiene sempre il pallone, i numeri sono eloquenti riguardo al rispetto delle consegne in fase di non possesso. Molto, molto lontano dai cliché diffusi, per malafede o per cecità.



