Mondiale, i brasiliani trasformano anche Philadelphia in una piccola Rio: i tifosi hanno già vinto
Nonostante il difficile debutto della Seleção al Mondiale 2026, i tifosi brasiliani hanno regalato un altro spettacolo dopo quello di New York. A Philadelphia, tra la celebre scalinata di Rocky e una gigantesca festa pre-partita davanti allo stadio, migliaia di sostenitori verdeoro hanno trasformato la città in una piccola Rio de Janeiro, confermando ancora una volta perché il Brasile resta una delle nazionali più seguite e amate del pianeta.
PHILADELPHIA – Il Brasile ha faticato al debutto. Un inizio in salita per la Seleção che ha lasciato insoddisfatti Carlo Ancelotti e i suoi giocatori. Anche i tifosi brasiliani si aspettavano un esordio di tutt'altro tenore.
Ma i sostenitori verdeoro, soprattutto quelli presenti negli Stati Uniti al seguito della squadra, non hanno mai perso il loro entusiasmo. L'ennesima dimostrazione di affetto e calore è arrivata a Philadelphia. Già il giorno prima della sfida contro Haiti avevano conquistato la scalinata del Museo d’Arte, resa celebre dal film Rocky.
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Poi, nel giorno della partita, la torcida brasileira ha colorato le strade attorno allo stadio con una gigantesca festa pre-gara organizzata in un locale di fronte all’impianto dove la squadra di Carlo Ancelotti ha poi affrontato Haiti.
Migliaia di sostenitori verdeoro hanno dato vita a uno spettacolo che ricordava più il Carnevale di Rio de Janeiro che il pre-partita di una gara del Mondiale. Bandiere gigantesche hanno sventolato sopra la folla, i tamburi hanno risuonato senza sosta, mentre fumogeni verdi e gialli e cori incessanti hanno accompagnato una festa percepibile anche a grande distanza.
Tra le bandiere spiccavano quelle dei principali gruppi organizzati del tifo brasiliano, alcune dedicate a figure simbolo del calcio verdeoro e altre pensate per celebrare l’identità e la storia del Paese.
Ad ogni coro, l’intera area si è unita all’unisono, dando vita a uno spettacolo che è andato ben oltre il semplice evento sportivo. La sensazione è stata quella di un Mondiale vissuto non soltanto come competizione calcistica, ma come autentica manifestazione culturale.
La squadra di Carlo Ancelotti doveva ancora conquistare la qualificazione al turno successivo, ma i suoi tifosi hanno già vinto la sfida dell’atmosfera. Se l’obiettivo era far sentire il Brasile a Philadelphia, la missione è stata pienamente compiuta. Per qualche ora, nel cuore della città americana, è sembrato davvero di essere a Rio de Janeiro.



