Mondiali: Bono, eroe del Marocco, affronta la nazionale del paese dove è nato
Il portiere dei nordafricani è stato uno dei grandi protagonisti della qualificazione del Marocco grazie a una parata su rigore quantomeno poco convenzionale. Invece di tuffarsi, è rimasto in piedi e ha respinto con la mano sinistra il tiro di Crysencio Summerville, garantendo la qualificazione contro i Paesi Bassi ai rigori. L’episodio ha fatto il giro del mondo e ha riportato i riflettori su un portiere che, anni fa, ha rinunciato a difendere il suo paese natale per aspettare la chiamata della nazionale marocchina.
Questo sabato, la storia aggiunge un altro capitolo curioso. Per la seconda volta ai Mondiali, Bono si troverà di fronte proprio il Canada, avversario del Marocco negli ottavi di finale del Mondiale 2026.
La sfida ha un significato speciale. Infatti, Bono è nato a Montreal e avrebbe potuto essere dall’altra parte del campo, ma ha scelto di scrivere la sua storia con la maglia dei Leoni dell’Atlante.
La famiglia di Bono ha vissuto poco tempo in Canada. Quando aveva solo tre anni, i genitori hanno deciso di tornare a Casablanca, dove il portiere è cresciuto, ha iniziato a giocare a calcio e ha costruito la sua identità. È lì che è nato il sogno di difendere il Marocco, molto prima di immaginare che un giorno avrebbe potuto rappresentare un’altra nazionale.
La scelta di Bono
Questa scelta è stata messa alla prova nel 2013. Prima di debuttare con la nazionale maggiore marocchina, Bono ricevette una chiamata dal Canada. All’epoca il tecnico Benito Floro voleva sfruttare il portiere nato a Montreal, ma ricevette un rifiuto. Anche senza la certezza di essere convocato dal Marocco, Bono preferì aspettare.
La ricompensa arrivò pochi mesi dopo. Nell’agosto 2013, Bono ha esordito con la nazionale marocchina e da allora non è mai uscito dai radar. Oggi conta 94 presenze e fa parte della generazione più vincente della storia del paese. Ha vinto la CAN, ha aiutato il Marocco a raggiungere la semifinale del Mondiale 2022 e si è affermato come uno dei punti di riferimento della squadra.
Carriera nei club
Parallelamente, anche la carriera nei club è decollata. Dopo aver lasciato il Wydad Casablanca, è passato dal calcio spagnolo e ha raggiunto l’apice al Siviglia, dove ha conquistato due Europa League, è stato eletto miglior portiere della Liga nel 2021/22 e si è classificato tra i primi tre al mondo sia nel premio The Best che nel Trofeo Yashin. Dal 2023, difende l’Al-Hilal.
Nell’attuale stagione, Bono ha mantenuto un livello altissimo. Il marocchino ha registrato il 70% di parate sui tiri subiti ed è stato uno dei protagonisti che hanno permesso all’Al-Hilal di chiudere il campionato saudita con la seconda miglior difesa della competizione. A 35 anni, continua a essere uno dei portieri più affidabili del calcio internazionale.
La parata diversa
Al Mondiale, però, la sua grande prestazione è arrivata nella fase a eliminazione diretta. Dopo una fase a gironi discreta, Bono ha dimostrato ancora una volta perché è considerato uno specialista nei rigori. Contro i Paesi Bassi, ha respinto il tiro di Summerville con un movimento poco convenzionale, decisivo per portare il Marocco agli ottavi di finale.
L’episodio ha colpito per la sua meccanica. Invece di tuffarsi, il portiere è rimasto in piedi e ha effettuato solo uno spostamento laterale prima della parata. La scelta è stata frutto di uno studio dello staff tecnico sul modo di calciare dell’esterno olandese. L’immagine della parata è diventata virale e ha fatto discutere portieri e analisti in tutto il mondo.
Ora il destino mette Bono di fronte al paese dove tutto è iniziato. Il Canada è il luogo della sua nascita, ma non è mai stato il destino che aveva immaginato per la sua carriera. Tredici anni dopo aver rifiutato la convocazione canadese, arriva agli ottavi di finale come uno dei principali protagonisti del Marocco e con la possibilità di eliminare proprio la nazionale che un giorno aveva cercato di convincerlo a cambiare bandiera.



