Mondiali, il Commissario UE allo Sport sul caso Balogun: "Va tutelata l'autonomia dello sport"
Il Commissario UE allo Sport Glenn Micallef interviene sul caso Balogun ai Mondiali 2026, sottolineando come la politica non debba intervenire sulle decisioni relative allo sport.
Il polverone internazionale sollevato dal caso Folarin Balogun esce dai confini dei campi di calcio e travolge le istituzioni politiche continentali. Dopo lo scontro frontale tra UEFA e FIFA, anche l'Unione Europea ha preso ufficialmente posizione sulla revoca della squalifica dell'attaccante statunitense, un provvedimento che ha scatenato durissime polemiche globali.
Sulla vicenda è intervenuto direttamente il Commissario UE allo Sport, Glenn Micallef, che ha affidato a un post su X una riflessione netta sui confini tra istituzioni politiche e mondo del pallone.
L'intervento dell'Unione Europea
Nel suo intervento, Micallef ha voluto scindere il suo parere personale di tifoso dal suo ruolo pubblico, sottolineando come l'ingerenza della politica rischi di distruggere la credibilità del sistema sportivo, con un chiaro riferimento alle indiscrezioni sulle presunte pressioni esercitate da Washington.
"Molti appassionati di calcio, compresi alcuni ex giocatori, hanno già espresso la propria opinione in merito alla sospensione di Balogun. Da tifoso, anch'io ritengo che sia stata una decisione sbagliata. Detto questo, la mia posizione è sempre stata chiara: le decisioni relative alle regole sportive e alle questioni sportive spettano agli organismi sportivi, non ai politici. Influenzare le decisioni sportive minerebbe l'autonomia dello sport."
Il Commissario UE ha poi spostato il focus della discussione, invitando gli organi competenti e i governi a concentrarsi sulle reali priorità regolamentari e sui pericoli legati alle strumentalizzazioni delle competizioni.
"Dovremmo invece concentrarci sulle vere sfide di governance che lo sport deve affrontare, tra cui l'uso dello sport come strumento politico", sottolinea.



