Mondiali, la Spagna atterra a Madrid: prima i ricevimenti dal re e dal premier, poi la parata
Dopo i passaggi istituzionali, la festa si è conclusa in serata a piazza Cibeles, storica sede dei festeggiamenti del Real Madrid.
La Spagna campione del mondo è atterrata a Madrid all'aeroporto di Barajas, con la coppa tenuta in mano da capitan Rodri, per iniziare un intenso programma di festeggiamenti.
È la prima tappa di una serie di incontri istituzionali previsti: prima il passaggio dalla residenza della casa reale, poi quello dal premier, infine la parata con autobus scoperto con partenza dalla Moncloa e arrivo in piazza Cibeles. .
Re Filippo: "Vittoria epica"
In precedenza la nazionale spagnola è arrivata al Palazzo della Zarzuela, residenza della casa reale, per il ricevimento dopo la vittoria dei Mondiali.
Il re Felipe si è congratulato con i giocatori: "È stata una vittoria epica - ha affermato -. È stato un privilegio e un piacere per noi quattro, ieri sera, vedervi giocare la finale e poter festeggiare con voi quel momento in cui avete alzato la coppa, con immensa gratitudine da parte di tutta la Spagna".
"Dopo 16 anni, grazie a voi, la Spagna è di nuovo campione del mondo di calcio - ha aggiunto -. Avete sofferto, tornate un po' malconci e stanchi, avete incassato qualche critica, ma cos'è tutto questo rispetto alla gioia di portare a casa la coppa?"
Sanchez: "Abbiamo apprezzato moltissimo il vostro gioco"
Dopo la visita alla Moncloa, sede della presidenza del Governo, dove è stata accolta dal primo ministro Pedro Sanchez, è stato il turno della la parata della Spagna.
"Innanzitutto, vorrei ringraziare la Federazione perché so che è stato uno sforzo venire qui a condividere con tutti questa vittoria - ha detto -. In secondo luogo, vorrei rivolgere un immenso ringraziamento allo staff tecnico e ai giocatori per la partita, per l'impegno e per la vittoria. Abbiamo apprezzato moltissimo il vostro gioco".
"Avete confermato ciò che diceva Luis Aragones, ovvero che 'le finali non si giocano, si vincono'. Siamo a quota due su due, e perché no, nel 2030 possiamo sognare che non ci sia due senza tre, per di più con la Spagna come paese ospitante".



