Nations League, tensione in Israele-Irlanda: i gesti di protesta e la fascia di lutto
Gli ospiti scendono in campo a Debrecen rifiutando il saluto formale e lo scambio dei gagliardetti con gli avversari. Sguardo rivolto a terra durante l'inno avversario e lutto al braccio per ricordare tutte le vittime del conflitto mediorientale
Tensione altissima a Debrecen, in Ungheria, per la sfida di Nations League tra Israele e Irlanda. Nel prepartita al Nagyerdei Stadion, la selezione irlandese ha scelto di rompere con il consueto cerimoniale: nessun contatto con gli avversari prima del fischio d'inizio e totale rifiuto dei tradizionali riti della vigilia.
Nello specifico, la Football Association of Ireland (FAI) ha confermato la decisione della squadra di saltare sia la stretta di mano sia lo scambio dei gagliardetti. Durante l'esecuzione dell'inno israeliano, i calciatori irlandesi si sono mostrati compatti con il capo chino e lo sguardo fisso verso il basso.
A completare la manifestazione di protesta, gli ospiti hanno indossato una fascia nera al braccio. Un gesto simbolico concordato dal gruppo per commemorare tutte le vittime del conflitto in Medio Oriente, con la città di Gaza sotto attacco continuo ormai da tre anni.
La scelta di scendere in campo è arrivata solo dopo un lungo e profondo confronto nello spogliatoio, scaturito dal disagio espresso da diversi elementi della rosa, tra cui il portiere Bazunu, che ha spinto i calciatori a individuare una posizione comune pur garantendo lo svolgimento della gara.



