Olimpiadi 2026, la corsa all'oro e i premi, per gli atleti Usa un elevato "pagherò"
Da un benefattore arriveranno ben 100 milioni di premio, ma in differita. Agli azzurri 180mila euro per il gradino più alto. Per gli scandinavi, invece, ci saranno i premi più bassi in assoluto, mentre per i coreani ci sarà l'esenzione dal servizio militare
A Milano Cortina è partita la corsa all'oro, non soltanto olimpico ma anche a quello dei premi in denaro spesso in palio. Il Cio non assegna compensi economici ma lascia piena libertà ai singoli Comitati olimpici nazionali. E così ogni nazione si comporta in modo differente. L'Italia, attraverso il Coni, assegna 180mila euro a chi va sul gradino più alto del podio ricorrendo a fondi del bilancio dello stesso ente. Altri Comitati nazionali adottano politiche differenti, ricorrendo anche a sponsor esterni.
Tra questi ci sono gli Usa. Gli atleti statunitensi, contrariamente a quanto si pensa, sono sempre stati tra i meno "ricompensati" a livello mondiale ma quest'anno non sarà così: Ross Stevens, un milionario attivo nel settore finanziario e delle criptovalute, ha donato 100 milioni di dollari al Comitato olimpico e paralimpico statunitense. Indipendentemente dai risultati ottenuti, ogni atleta a stelle e strisce riceverà 200.000 dollari: 100.000 dollari dopo 20 anni dalla partecipazione olimpica o al compimento dei 45 anni; i restanti 100.000 andranno alla famiglia dopo la morte dell'atleta. Un bel salto per gli statunitensi che finora ricevevano 37.500 dollari per l'oro, 22.500 per l'argento e 15.000 per il bronzo (sempre rigorosamente da donazioni private).
Va malissimo a inglesi, norvegesi e svedesi per i quali i comitati olimpici prevedono soltanto programmi di sostegno da affiancare al lavoro ordinario degli olimpionici in modo che gli stessi proseguano l'attività sportiva. I tedeschi possono ambire a 20mila euro per l'oro, 15mila per l'argento e 10mila per il bronzo: da quest'anno almeno sono esentasse. I più fortunati sono sicuramente gli atleti del continente asiatico, dove i campioni sono considerati eroi nazionali. Ricchi premi sono assegnati generalmente dagli stessi Stati che bypassano i Comitati olimpici.
La Corea del Sud prevede per i suoi campioni l'esenzione dal servizio militare e una pensione speciale. Poi ci sono i casi clamorosi di Hong Kong e Kazakhistan. I primi offrono 700mila dollari per l'oro ma oggettivamente a Milano Cortina, pur la delegazione più numerosa della loro storia con una decina di iscritti alle gare, difficilmente vedranno i propri atleti vincere una medaglia. I kazaki, invece, hanno una discreta tradizione nel pattinaggio, nel biathlon e nello sci di fondo: per loro il premio è di 250mila euro più extra. E sugli extra si è sviluppato un caso letterario.
A Parigi 2024 fece scalpore il premio assegnato a Yeldos Smetov per l'oro nel judo categoria -60 kg: oltre al denaro ha ricevuto un'automobile da 150mila euro, un appartamento nella sua città, una pensione a vita e un branco di 100 cavalli purosangue.



