Paratici lascia il Tottenham, che per l'ex secondo di Conte Stellini "non è in crisi"
Il dirigente italiano danneggiato dall'estensione all'estero degli ex vertici della Juventus. Il neo allenatore degli Spurs cerca di spegnere il fuoco
Il Tottenham di marchio italiano che si era formato negli ultimi anni si sta pian piano sgretolando. Perché dopo l'addio di Antonio Conte dopo la rescissione consensuale del contratto con la dirigenza, ecco che arriva anche la dipartita di Fabio Paratici.
Il direttore generale del club londinense, arrivato dalla Juventus nell'estate del 2021, è infatti stato coinvolto dal’inibizione per 2 anni e mezzo che ha investito tutti i dirigenti bianconeri che sono indagati nell'ambito dell'inchiesta Prisma. Il suo incarico attuale agli Spurs, dunque, è incompatibile con questa sanzione, motivo per il quale il Tottenham stesso ha annunciato la fine del rapporto.
Lo stesso club inglese ha dunque pubblicato uno statement ufficiale nel quale annuncia che, nonostante si debba ancora attendere la seduta d'appello relativa al processo in questione, "Fabio ha concordato con la società la fine del rapporto lavorativo fino alla sentenza del prossimo grado di giudizio".
Dopo quanto accaduto, l'attuale allenatore degli Spurs Cristian Stellini, ex secondo di Conte, ha fatto da pompiere nella sua prima conferenza stampa prima della visita di lunedì in casa dell'Everton: "Quando prendi le decisioni per il meglio non sei in crisi. A noi l'obbligo di restare compatti e uniti per andare avanti e fare il nostro gioco".
Stellini si è sentito in dovere di difendere la società, specialmente dopo alcune critiche importanti da parte di Martin Buhagiar, membro del consiglio di amministrazione della fiducia dei tifosi. Quest'ultimo aveva infatti sfogato il suo malcontento all'agenzia di stampa PA: "È davvero preoccupante la mancanza di leadership. Siamo tutti molto delusi su come stanno gestendo il club e penso che ormai abbiamo toccato il fondo. Qualcosa deve cambiare".



