Sarri dopo la vittoria col Pafos: "Calendario assurdo, ma noi vogliamo arrivare in alto"
Il tecnico nerazzurro commenta il 3-1 in Conference League, sottolinea i progressi del gruppo e torna a denunciare il peso degli impegni ravvicinati dopo il problema fisico accusato da Raspadori.
Al termine della gara vinta per 3-1 dalla sua Atalanta sul Pafos, Maurizio Sarri ha commentato la prestazione dei suoi ai microfoni di Sky Sport, soffermandosi sui progressi della squadra, sui numerosi infortuni muscolari e sulle ambizioni del progetto bergamasco.
Il tecnico nerazzurro ha sottolineato la buona partenza della squadra e la maggiore capacità di creare occasioni rispetto alla precedente sfida contro il Venezia: "Siamo entrati bene in partita e, a differenza della gara con il Venezia, abbiamo avuto tantissime occasioni. Stasera abbiamo scelto meglio quando andare diretti e quando palleggiare: non abbiamo concesso praticamente nulla all'avversario, se non quella palla nel finale per cui mi dispiace aver preso gol".
Sarri ha poi continuato: "Il divario tecnico si è visto perché abbiamo fatto una buona partita; in queste sfide c’è sempre il rischio di non vederlo, anche perché il Pafos contro la Fiorentina ha perso solo 3-2 sul finale, quindi non era una pratica semplicissima. La squadra ha fatto bene, sono due partite in cui abbiamo innalzato notevolmente la capacità di essere pericolosi e ora dobbiamo trovare anche equilibrio e solidità."
La critica al calendario
In vista della prossima partita contro il Milan, a preoccupare è soprattutto la situazione di Raspadori, costretto a fare i conti con un problema fisico durante la trasformazione del calcio di rigore. Sarri ha allargato il discorso alla frequenza degli infortuni muscolari, puntando il dito contro il calendario fitto di impegni e i rischi legati al ritorno dei giocatori dalle rispettive Nazionali. "Fai un esposto alla Lega, all'UEFA, alla FIFA... Sono troppi per tutti, non solo per noi. Siamo sottoposti a un calendario assurdo con tutte le conseguenze del caso", ha affermato.
Sullo stesso argomento ha proseguito: "Ho letto di diverse situazioni in questi tre giorni europei, quindi è un rischio che purtroppo si corre. In più, quando i giocatori tornano dalle Nazionali, è un altro rischio: Scalvini si è fatto male appena rientrato dalla Nazionale e Raspadori è tornato pure lui acciaccato dalla Nazionale. Questo è il calendario e la grande meraviglia che mi fa è vedere che l'Associazione Calciatori non dice niente".
Obiettivi
Infine, l'allenatore ha affrontato il tema delle prospettive del progetto nerazzurro, soffermandosi sulle caratteristiche della società e sul percorso di crescita di un gruppo abituato negli ultimi anni a un calcio differente; "Qui è abbastanza facile: la società è un modello, io perlomeno non avevo mai incontrato una situazione di questo tipo. Poi è chiaro che è una squadra che viene da tanti anni di un calcio completamente diverso e quindi le difficoltà possono essere di questo tipo, però c’è disponibilità da parte dei giocatori che stanno crescendo".
Poi, ha concluso: "Spero che abbiamo ancora tanti margini di miglioramento: dove possiamo arrivare nel primo anno sinceramente non lo so, ma nel medio periodo ci siamo prefissati di voler arrivare piuttosto in alto."



