Serie A, la domenica ai raggi X: disastro Juve, il riscatto di Gattuso e l'incubo Udinese
L'ultima giornata di campionato lascia dietro di sé verdetti pesanti, conferme inaspettate e piazze storiche entrate ufficialmente in stato d'emergenza.
Cosa: la Juventus non si rialza
La situazione alla Juventus è sempre più preoccupante. La prestazione offerta dai bianconeri allo Stadium contro la Lazio non solo lascia l'amaro in bocca per il risultato, ma solleva interrogativi profondi sulla gestione tecnica. Luciano Spalletti sembra aver smarrito la bussola: cambi tattici continui, mancanza di un'identità precisa in campo e una fragilità mentale evidente, minata ulteriormente dai fischi dello Stadium di domenica sera.
La squadra appare disorientata e incapace di reagire alle avversità, come evidente nella sconfitta di ieri in casa per 0-3 contro la squadra biancoceleste. Le scelte sul mercato iniziano a essere questionate, visto che non si trova in questo momento nessun giocatore che possa davvero dare qualcosa in più. La domanda a questo punto sorge spontanea: il tecnico sta perdendo definitivamente il controllo della situazione?
Chi: Gattuso si conferma al top
Se c'è una copertina positiva nel weekend, questa spetta di diritto a Gennaro Gattuso. Dopo anni caratterizzati da critiche severe, scetticismo e troppe delusioni accumulate sulle panchine precedenti, l'allenatore calabrese si sta prendendo una grandissima rivincita. La sua squadra non mette in campo soltanto il solito agonismo, ma si distingue per un gioco organizzato, moderno e di qualità. E il trionfo arrivato a Torino ha ulteriormente dimostrato quanto il suo lavoro stia pagando.
L'allenatore calabrese dimostra così di essersi evoluto tatticamente, zittendo i detrattori e raccogliendo i frutti di anni di sacrifici. Per lui si tratta di una rivincita importante dopo il fallimento con la nazionale, nella quale tra l'altro aveva raccolto il testimone proprio di Spalletti, assente ieri per squalifica allo Stadium ma comunque responsabile della crisi bianconera.
Perché: il crollo dell'Udinese
All'inizio della stagione, attorno all'Udinese si respirava un'aria d'entusiasmo, con addetti ai lavori e tifosi che sognavano apertamente un piazzamento europeo. Oggi la realtà è un incubo: i bianconeri rischiano seriamente la retrocessione, un evento che interromperebbe una striscia di 32 anni consecutivi in Serie A. Il tracollo dell'Udinese è figlio di un mercato estivo fallimentare e di una politica di scouting incapace di rimpiazzare i leader partenti con innesti adeguati, a cui si sommano una marcata fragilità difensiva e un calo atletico che porta la squadra a crollare regolarmente nella ripresa.
A completare il quadro di crisi subentrano la perdita di certezze tattiche e la carenza di figure carismatiche nello spogliatoio, fattori che hanno trasformato una rosa inizialmente ambiziosa in un gruppo impaurito e incapace di gestire la pressione nei momenti decisivi. Con quella di ieri in casa contro il Lecce ora sono ben cinque le sconfitte di seguito per i friulani. Che per l'allenatore sloveno Kosta Runjaic sia arrivato il momento dell'addio?



