Siviglia-Juventus, analisi del ritorno di Europa League
Dopo l'1-1 dell'andata la Juventus vola al Sanchez Pizjuan di Siviglia per cercare di strappare il biglietto per la finale. Qualche numero per interpretare meglio la sfida.
La Juve si presenta a Siviglia con l’obbligo di vincere, o perlomeno di passare il turno, dopo l’1-1 dell’andata. Fondamentale per i bianconeri, infatti, provare a vincere la coppa, al di là del successo prestigioso in sé che può salvare una stagione, anche per assicurarsi un posto in Champions l’anno prossimo, vista la penalizzazione in campionato per la vicenda plusvalenze che pende come una spada di Damocle e di cui si saprà l’entità soltanto il 22 maggio.
I bianconeri partono da buoni auspici, intesa proprio alla latina, se vogliamo vedere il gol di Gatti al 97’ come promettente divinazione per buoni presagi. Un gol peraltro arrivato dopo un episodio nemmeno troppo dubbio, di un calcio di rigore negato per fallo su Rabiot. Lato arbitri, senza complottismi di sorta ma da un punto di vista meramente statistico, la Juventus non può sorridere manco stavolta visto che è stato designato il poliziotto olandese Danny Makkellie, 40 anni, che in Europa League ha già diretto la finale 2019/2020, dove fu proprio il Siviglia a vincere contro l’Inter di Antonio Conte.
Nelle altre partite in cui ha arbitrato gli andalusi, nel 2017/2018 un 2-2 contro il Liverpool ai gironi di Champions e un 2-1 negli ottavi contro il Manchester United, vittoria decisiva per il passaggio del turno. Nel 2020/2021 è arrivata invece la sconfitta in casa contro il Borussia Dortmund 2-3, erano gli ottavi di finale. Meno fortunata la Juventus, che con Makkiele non ha mai vinto: 2-2 in trasferta contro l’Atletico Madrid nel 2019/2020 e 0-2 in casa contro il Barcellona nel 2020/2021.
I PRECEDENTI
Sempre da un punto di vista statistico, la Juventus ha affrontato il Siviglia quattro volte, sempre in Champions League e sempre nella fase a gironi. I bianconeri ne hanno vinte due, pareggiata e perse una. Decisiva la vittoria nel 2016 al Sanchez Pizjuan per 3-1 dopo il pareggio a reti bianche dell’andata che permise alla Juve di Allegri di passare il turno come prima del girone: Marchisio, Bonucci e Mandzukic ribaltarono la rete di Pareja, con il Siviglia in dieci uomini per l’espulsione di Vazquez al 36’.
Fin qui i numeri. Stasera però ci sarà da mettere in campo altro, cuore e tecnica, perché il catino infuocato del Sanchez Pizjuan farà un tifo infernale ed è già stato decisivo stordendo il Manchester United nel ritorno dei quarti di finale. Importante sarà quindi reggere la pressione, con gli spagnoli che cercheranno di catalizzare al meglio il calore del tifo dei loro sostenitori. Difficile ipotizzare la formazione che Allegri manderà in campo, visto che lo stesso tecnico bianconero in un’intervista a Sky Sport ha detto di avere tre dubbi, uno in difesa e gli altri a centrocampo e in attacco.
LA FORMAZIONE ANTI-SIVIGLIA, I DUBBI DI ALLEGRI
In difesa probabilmente il dubbio, vista l’indisponibilità di Bonucci, sarà tra Gatti e Alex Sandro, con Danilo e Bremer sicuri di un posto. A centrocampo è facile ipotizzare che sia tra Fagioli e Miretti, con il primo che è sembrato più in forma del secondo, dopo l’ottima partita condita da gol contro la Cremonese, ma che proprio per aver giocato l’ultima di campionato potrebbe essere messo inizialmente a riposo. Davanti il dubbio è Vlahovic, vista l’ultima prova opaca contro i lombardi, con Milik ma anche lo stesso Kean, assente come titolare da tempo ma in ottime condizioni a sentire Allegri, che potrebbero insediare il posto. Data per scontata - e confermata dal tecnico - la presenza di Di Maria, su cui la Juventus fa affidamento per scardinare con una delle sue giocate la difesa andalusa - l’altro dubbio potrebbe essere tra Chiesa e Kostic a sinistra, ma anche lo stesso Iling, che quando è entrato nell’andata a Torino ha creato non poche difficoltà agli spagnoli.
LE SPINE NEL FIANCO BIANCONERO
Analizzando la partita di andata si vede come la Juventus nei tremendi minuti iniziali del Siviglia abbia sofferto soprattutto a sinistra, dalla parte di Alex Sandro, con Lucas Ocampos - passato come una meteora al Genoa e al Milan - che ha messo in seria difficoltà il terzino brasiliano, e che se non fosse dovuto uscire per infortunio avrebbe sicuramente creato altri grattacapi alla difesa bianconera. Suo l'assist per il gol di En-Nesyri e sue le occasioni più pericolose degli spagnoli nel primo tempo, compreso un gol mangiato davanti a Szczęsny. La fascia destra del Siviglia è insomma da tenere d'occhio, perché è evidente anche dai numeri che viene sfruttata molto dagli spagnoli.
Dall'altra parte a far male spesso è stato Marcos Acuna, che in teoria doveva essere un punto debole della difesa andalusa. Quando il terzino saliva, infatti, Cuadrado non è quasi mai riuscito ad approfittarne servendo Di Maria o tagliando al centro per Vlahovic. Gli sganciamenti del terzino e il suo gioco particolarmente alto potrebbero rivelarsi una chiave vincente per la Juventus se saprà approfittare degli spazi lasciati dietro prendendo d'infilata sulla destra gli spagnoli.
È chiaro che per far questo la Juventus dovrà sfruttare molto di più Di Maria, tenuto troppo basso e poco incisivo all'andata. Dalla heat map del fuoriclasse argentino si nota chiaramente come non sia mai stato messo in condizione di nuocere, utilizzato più a ridosso del centrocampo che sulla trequarti.
Queste sono alcune situzioni tattiche viste all'andata e che si potranno ripresentare questa sera al ritorno. Allegri nell'intervista a Sky ha detto di aver trovato dei punti deboli degli avversari che si potrebbero sfruttare, vedremo come metterà in campo la squadra. Non sono infatti escluse "Allegrate". Dall'altra parte Mendilibar ha confessato di aver studiato a lungo i bianconeri e aver capito come poterli contrattaccare, dando per scontato che il possesso di palla sarà della squadra di Allegri. Staremo a vedere.



