Vanoli si gode il talento della sua Fiorentina: "La squadra ha confermato la propria crescita"
Il 3-0 sul Pisa è il secondo tassello del Vanoli 2.0, dopo il 4-2 di Venezia: "Per costruire un’identità serve tempo, è un processo che parte dall’unione, dall’essere squadra e dalla capacità di sacrificarsi".
Dopo aver eliminato il Pisa nei sedicesimi di Coppa Italia, Paolo Vanoli ha parlato del match ai microfoni di Sportmediaset.
"Qualcosa abbiamo cominciato a scriverlo già a Venezia - esordisce -. Ho detto ai ragazzi che bisogna continuare così. Per costruire un’identità serve tempo, è un processo che parte dall’unione, dall’essere squadra e dalla capacità di sacrificarsi. Questi ragazzi hanno qualità e talento, ma devono capire che il talento non può essere fine a se stesso: deve essere messo al servizio della squadra".
Poi prosegue: "Anche stasera sono stati bravi, perché non era una partita semplice: era un derby e sapevamo quanto la nostra gente tenesse a vincerlo. La squadra ha confermato la propria crescita. Adesso dobbiamo pensare soltanto al lavoro, perché siamo giovani e la strada è ancora lunga, anche se abbiamo compiuto un altro passo avanti".
Su Mastantuono in Nazionale
La Fiorentina ha creato e segnato: "Abbiamo tanta qualità anche in fase realizzativa: stasera sono arrivati tre gol, non soltanto da Pellegrino, ma anche da Gnonto e Gonçalves. Poco fa sono arrivate anche le convocazioni dell’Argentina e Mastantuono è stato inserito nella selezione. Ne sono felice: sono favorevole alle nazionali e, se tanti nostri giocatori vengono convocati, significa che stiamo lavorando bene".
E ancora: "A Franco ho detto che, se mette il suo talento al servizio della squadra, può diventare molto importante per noi e, in prospettiva, anche per la Fiorentina e per la Nazionale. In queste due partite ha lavorato tantissimo per i compagni e questo è un aspetto fondamentale. Anche un calciatore di grande talento può diventare un esempio. Questa gente sa che cosa vuole Firenze: giocatori capaci di saltare l’uomo, ma anche di sacrificarsi. Il mio desiderio era proprio quello di allenare una squadra così ricca di talento".



