Voglia di rivincita: la Juventus ospita il Napoli per vendicarsi e rivendicarsi
Massimiliano Allegri ha riscaldato gli animi alla vigilia della sfida contro la capolista: "Se non ci avessero tolto i punti, magari, ora ne avremmo dieci in più...". Il tecnico toscano non ha dimenticato la corsetta alla fine della gara d'andata con la quale Spalletti lo ha rincorso per raggiungerlo prima che entrasse nel tunnel degli spogliatoi del Maradona e stringergli la mano dopo avergli rifilato cinque gol.
Sembra essere passata un'eternità dallo scorso 13 gennaio, quando il brillante Napoli di Luciano Spalletti rifilò una dolorosissima manita alla Juventus di Massimiliano Allegri. Un colpo durissimo che sommato a quello che un mese più tardi gli avrebbe dato la Procura federale cancellò i bianconeri dalla corsa allo scudetto.
La casualità ha voluto che la gara di ritorno si disputerà domani, pochi giorni dopo la decisione di sospendere la penalizzazione di 15 punti inflitta alla Juve che, giovedì scorso, è stata catapultata - in attesa di capire cosa succederà - in zona Champions, a due punti dalla Lazio, seconda, e a 16 dalla capolista.
Una fortunata coincidenza che ha permesso ad Allegri di presentarsi a petto in fuori in sala stampa per sottolineare che, probabilmente, senza la penalizzazione la sua squadra starebbe ancora lottando per il titolo.
"Non so se il campionato è regolare, noi abbiamo fatto il possibile dopo la penalizzazione, è normale che ci siano stati dei condizionamenti, ma non voglio alibi. Dopo la penalizzazione c’è stato un lavoro quotidiano fatto da tutti, si è creato un equilibrio dentro la squadra".
Al preambolo è seguito l'affondo: "È vero che ci siamo compattati, ma magari se non ci avessero tolto i punti ora ne avremmo dieci in più, perché il condizionamento è difficile da spiegare".
Allegri è troppo esperto e razionale per credere davvero che la storia si possa scrivere con i "se" o i "magari". Tuttavia, così com'era importante, subito dopo la penalizzazione, fare in modo che il vittimismo non fosse un alibi per i propri ragazzi, oggi glo fa comodo affermare che senza quella decisione, la Juventus avrebbe potuto pungare ancora al (mini) Triplete. Dopo il Napoli, infatti, ci sarà l'Inter nel ritorno delle semifinali di Coppa Italia e dall'11 al 18 maggio la doppia sfida, sempre di semifinale, contro il Siviglia in Europa League.
"Abbiamo dovuto resettare tutto, riadattarci alla classifica. Ciò che abbiamo fatto lo abbiamo fatto bene ma ora dobbiamo fare meglio. Dobbiamo riempire tutto maggio giocando 58 partite che sono il massimo in una stagione".
Insomma, una vera e propria rivendicazione, quella del tecnico toscano che, ora, ha come obiettivo principale quello di provare a giustificare ulteriormente il proprio ragionamento battendo il Napoli allo Stadium e riducendo a 13 (o 3 seguendo la sua logica del "magari") i punti in classifica dalla vetta: "Saranno arrabbiati perché sono stati eliminati dalla Champions ma stanno bene fisicamente e poi per loro Napoli-Juve è sempre Napoli-Juve. Sarà una partita difficile perché vorranno fare più punti possibili per vincere il tricolore. Noi però dobbiamo rimanere tra le prime quattro e avere il secondo posto come obiettivo".
Dietro l'oggettività dei fatti, Allegri ha voluto lanciare due provocazioni: ricordare la recente eliminazione degli azzurri dalla massima competizione europea e sottolineare come "per loro" - e solo per loro - Juve-Napoli sia comunque e a prescindere da ogni discorso di classifica la partita più importante dell'anno.
E, del resto, il tecnico livornese non ha sicuramente dimenticato la corsetta alla fine della gara d'andata con la quale Spalletti lo ha rincorso per raggiungerlo prima che entrasse nel tunnel degli spogliatoi del Maradona per stringergli la mano dopo avergli rifilato cinque gol.



