Cardinale: "Il Milan come i New York Yankees, la città diventerà un polo di intrattenimento"
Il patron di RedBird traccia la rotta strategica per il club rossonero e il calcio italiano: dall'ambizioso progetto per la costruzione del nuovo stadio da 80mila posti all'ipotesi di un'arena NBA
Gerry Cardinale traccia la rotta per il futuro del Milan e del calcio italiano. Intervenuto all'evento Bloomberg Screentime 2026, il fondatore del fondo RedBird ha condiviso la sua visione strategica, paragonando il club rossonero a un'icona globale dello sport mondiale: "Se potessi acquistare qualsiasi società, sceglierei comunque il Milan. È il centro della moda e rappresenta per l'Italia ciò che i New York Yankees sono per il baseball. Un tempo la Serie A era il punto di riferimento, proprio come la Premier League oggi".
Il manager americano ha spiegato che la sua filosofia d'investimento punta a individuare settori in difficoltà per rilanciarli e accelerarne la crescita, definendo il calcio europeo "un'opportunità gigantesca". Tra le criticità individuate c'è però la resistenza culturale nei confronti dello spettacolo sportivo: "In Europa c'è una visione molto purista dello sport e l'intrattenimento viene guardato con scetticismo, ma è fondamentale per generare le risorse necessarie a finanziare la parte sportiva".
Per concretizzare questa trasformazione, RedBird mira a trasformare il capoluogo lombardo in un vero hub internazionale dello sport e del tempo libero: "Abbiamo acquistato l'iconico San Siro e realizzeremo al suo fianco un nuovo impianto da 80mila posti. L'obiettivo è portare a Milano anche una franchigia NBA con una struttura dedicata, creando una vera piattaforma integrata di sport e intrattenimento". Secondo Cardinale, questo piano accelererà il rilancio del calcio italiano, portandolo a competere di nuovo ad armi pari con il massimo campionato inglese.
Infine, il numero uno di RedBird ha analizzato le ragioni del ritardo della Serie A rispetto ai competitors internazionali: "La Premier League ha dominato perché il calcio italiano è stato pigro e ha difettato di senso d'urgenza nel rinnovarsi, proprio come accaduto a Hollywood prima dell'avvento di Netflix".



