Caso Balogun, Trump ammette e attacca l'arbitro: "Ho parlato con Infantino, il fallo non c'era"
POTUS chiarisce i motivi per cui si è rivolto al Presidente FIFA: "Erano due atleti che si sono scontrati. L'arbitro è un po' sospetto, se guardiamo al suo passato".
Donald Trump ha confermato di aver parlato con Gianni Infantino a proposito del cartellino rosso a Folarin Balogun. "Sì l'ho fatto", ha detto il presidente.
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"Sono una persona a cui piace lo sport e quello non era un fallo, erano due atleti che si sono scontrati", ha aggiunto il tycoon. "L'arbitro è un po' sospetto, se guardiamo al suo passato", ha aggiunto Trump. "Ha preso una decisione alla quale nessuno poteva credere", ha detto ancora il presidente.
L'arbitro brasiliano, in seguito alle insinuazioni del presidente USA, è stato pubblicamente difeso dalla Federcalcio brasiliana.
La versione del Presidente
Su Balogun: "uno dei migliori giocatori" della nazionale americana. "Ho chiesto una revisione a un uomo che è molto rispettato. Non gli ho detto cosa fare, non è stato lui a prendere la decisione. È stato un comitato a farlo. È stata una decisione brillante", ha messo in evidenza Trump.
Infantino puntualizza: "Gli organi FIFA sono indipendenti"
"Gli organi giudiziari della FIFA sono indipendenti. Operano in modo autonomo, la loro indipendenza è essenziale per la credibilità e l'integrità del calcio e deve essere sempre rispettata". Così Gianni Infantino sul caso della revoca della sospensione automatica a Balogun.
"Discuto regolarmente riguardo alla Coppa del Mondo con il Presidente USA e, in merito a questa vicenda, ho effettivamente ricevuto una telefonata dal Presidente Trump, proprio come ricevo telefonate da capi di Stato di tutto il mondo. Le decisioni della Commissione Disciplinare FIFA a volte mi lasciano sorpreso. A volte sono d'accordo con esse, a volte no".



