FIGC verso il nuovo voto, spunta la lettera di Buonfiglio: "Non farò entrare Malagò e Bianchedi"
Emergono nuovi retroscena sul commissariamento della FIGC: in una lettera del 2 ottobre Buonfiglio contestava la partecipazione di Malagò, Bianchedi e Spina alla Giunta per un presunto conflitto d’interessi. Poi la mediazione ha cambiato lo scenario.
Il commissariamento della FIGC si è chiuso con la nomina di Giovanni Malagò, ma nelle ore precedenti alla decisione lo scontro all’interno del Coni era stato molto acceso. Mentre si prepara l’Assemblea elettiva del 14 dicembre, emergono ora nuovi retroscena sui contrasti che hanno accompagnato il percorso verso la soluzione finale.
Andrea Abodi, all’indomani della Giunta Coni chiusa senza spaccature grazie a una mediazione, ha respinto l’idea di un intervento della politica: "L'ingerenza della politica è una caricatura". Il ministro per lo Sport ha aggiunto che si sarebbe sentito sconfitto "solo se non fosse successo nulla", mentre Luciano Buonfiglio aveva già parlato di una vittoria dello sport.
La lettera di Buonfiglio ai revisori
Dietro la mediazione finale, però, c’era stato uno scontro molto più acceso. In una lettera del 2 ottobre, inviata al collegio dei revisori dei conti del Coni, Buonfiglio aveva infatti contestato la posizione di Giovanni Malagò, Diana Bianchedi ed Elisabet Spina.
"Giovanni Malagò, Diana Bianchedi ed Elisabet Spina - scriveva il presidente del Coni - versano a mio avviso in una condizione di palese conflitto d'interessi" e quindi "hanno l'obbligo di non prendere parte né alla trattazione né alla votazione dello specifico punto all'ordine del giorno".
Buonfiglio era andato oltre, annunciando che "non consentirò la partecipazione dei soggetti in questione ai lavori della Giunta e del Consiglio nazionale", chiedendo quindi un riscontro al collegio presieduto da Daria Perrotta, ragioniere generale dello Stato.
Alla vigilia della riunione, però, la mediazione ha cambiato completamente lo scenario e nessuno dei soggetti indicati è stato escluso. Anche Diana Bianchedi ha preso parte ai lavori, nonostante fosse al centro di un confronto acceso sulla possibilità di votare.
La Federcalcio, già il 4 ottobre, aveva scritto a Perrotta e ai revisori sostenendo il diritto di voto di Bianchedi e Spina e sollevando invece dubbi sulle posizioni di Tania Cagnotto e Francesco Montini.
Anche Bianchedi aveva chiesto un parere legale. In una risposta di 27 pagine, l’avvocato Luca Boggio dello studio LTA Sanmarco di Milano aveva concluso che non ci fosse una "posizione di conflitto di interessi giuridicamente rilevante", né "cause legali per esclusione al voto". Secondo il parere, inoltre, non esisteva alcun "periodo di raffreddamento" tra dimissioni e possibilità di votare e il presidente del Coni non aveva il potere di escludere Bianchedi.
Alla fine, dopo la mediazione raggiunta alla vigilia della riunione, nessuno è stato escluso dai lavori. L’intesa ha così ricomposto lo scontro e aperto la strada alla nomina di Malagò come commissario della FIGC e alla nuova Assemblea elettiva del 14 dicembre.



