Lamine Yamal accende la miccia, goleada della Spagna sull'Arabia Saudita
Il fantasista del Barcellona ha segnato il primo gol di una sfida chiusa già prima del cooling break anche grazie a una doppietta di Oyarzabal. Nella ripresa Cucurella segnava il quarto gol che certificava il dominio assoluto degli iberici, che si sono liberati dopo il pari con Capo Verde
È tornato dal primo minuto per far vedere al mondo di cosa fosse capace. E dopo neanche un minuto Lamine Yamal ha acceso la sfida tra Spagna e Arabia Saudita con un paio di finte delle sue e un cross ficcante dalla destra. Poi, un tiro da fuori di tanta potenza e scarsa precisione, al quale seguiva un tentativo velleitario di Dani Olmo, anch'egli titolare per la prima volta.
Ma erano solo prove generali, perché si era capito che a sbloccarla sarebbe stato il fantasista del Barcellona. Con un gol da attaccante d'area consumato. E con il piede destro. Un movimento perfetto sul secondo palo a culminare un tracciante al bacio di Oyarzabal, a sua volta innescato da un filtrante di Alex Baena. Un inizio devastante del 18enne di Mataró, che non contento aggrediva, recuperava palla al limite dell'area e innescava Baena che non riusciva però ad anticipare il portiere avversario
Chiusura immediata
Chi, però, si prendeva la rivincita più dolce era proprio quell'Oyarzabal che era stato criticato non poco nell'esordio contro Capo Verde, quando da centravanti non aveva garantito la puntura decisiva negli ultimi metri per dare il trionfo ai suoi. Stavolta, invece, in pochi minuti l'attaccante della Real Sociedad si faceva trovare prontissimo sotto porta prima per colpire di sinistro e poi di testa, chiudendo i giochi prima della prima pausa d'idratazione.
Autore dell'assist dell'1-0 e di una doppietta, il numero 21 iberico sfiorava poi la tripletta con un esterno che sbatteva sulla parte alta della traversa. Una ripresa totale la sua dopo una mezz'ora senza aver toccato palla contro gli africani nel match di esordio. Due mancini, un catalano e un basco, spianavano la strada di un trionfo in scioltezza per una Spagna che dopo il cooling break impostava la modalità accademia, come era logico che fosse.
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Gestione
Il più era ormai fatto, e la seconda parte del match vedeva Ferran Torres e Yeremy Pino entrare per gli autori dei gol, messi giustamente a riposo per quanto verrà in futuro. E dopo tre minuti arrivava anche il quarto centro con Cucurella che lasciato solo in area provocava l'autogol del portiere Tambakti impattando benissimo al volo di sinistro. In mezzo al campo dettava invece legge e ritmo Pedri, che girava a piacimento attorno a Rodri e disegnava calcio.
Al 65esimo il neo entrato Merino metteva Torres solo davanti al portiere avversario, ma l'attaccante del Barca toccava fuori d'esterno. La gestione del pallone e dei tempi era esemplare e paziente da parte degli iberici, che però ormai avevano la testa alla sfida decisiva contro il sempre ostico Uruguay. I sauditi, invece, mettevano tutto il loro impegno per evitare l'imbarcata, e trovavano anche un tiro velleitario che Unai Simon abbrancava per giustificare la sua presenza.
Con dolcezza e senza altri spasmi, la partita scivolava verso la fine dopo aver avuto un solo padrone per oltre 90 minuti. Da segnalare solo un gol annullato a Ferran Torres per un fuorigioco piuttosto netto in seguito e un cross di un Pedro Porro che ha dato molto di più nella spinta rispetto a Marcos Llorente, titolare al debutto senza reti contro Capo Verde.
La Spagna che vince bussa forte alla porta iridata ha il volto allegro di un adolescente, che al suo debutto da titolare in un Mondiale ha rotto gli indugi dopo un minuto con due dribbling in un secondo e dopo dieci minuti con un gol. Il suo sorriso con l'apparecchio è contagioso, così come la sua voglia di vincere. La sua fiducia è enorme, così come la solidità della sua squadra. Perché si vince di collettivo, ma poter calare l'asso in qualsiasi momento aiuta. Moltissimo.



