Milan: ipotesi Ippodromo La Maura per area nuovo stadio. Il piano B dell'Inter è Rozzano
Il fondatore e managing partner di RedBird Capital, Gerry Cardinale, ha incontrato il Sindaco di Milano ed il Presidente della Regione Lombardia. Intanto l'ad interista Alessandro Antonello assicura: "San Siro prima scelta ma senza rossoneri c'è piano B"
Il Milan tiene l'area dell'Ippodromo La Maura nel mirino per il nuovo stadio. Dopo l'incontro tra il presidente rossonero Paolo Scaroni, l'ad Giorgio Furlani e il sindaco di Milano Giuseppe Sala, oggi anche Gerry Cardinale, patron del club e numero uno del fondo RedBird, avrebbe confermato in un nuovo vertice col primo cittadino l'interesse per la zona come area dove costruire l'impianto, non molto lontano dall'attuale zona dove sorge lo stadio Meazza.
Nell'incontro, durato poco meno di mezz'ora, Sala avrebbe così ricevuto anche dalla proprietà della società rossonera l'indicazione della volontà di lasciare il progetto del nuovo San Siro insieme all'Inter, per spostarsi di pochi km nell'area oggi occupata dall'ippodromo. Terreni attualmente di proprietà di Snaitech, che ha firmato un atto di compravendita con Fcm per la cessione dell'area anche se l'affare non è andato ancora in porto.
L'accordo "prevede esplicitamente l'obbligo a garantire a Snaitech un diritto permanente volto a tutelare le attività di allenamento e di svolgimento delle corse ippiche", ha spiegato la società in una nota. Non solo tema stadio, perché Cardinale dopo l'incontro con Sala ha fatto visita anche al presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana.
Intanto anche l'Inter si sta muovendo, con direzione però verso l'hinterland a sud di Milano. Dopo le voci su Assago, lo stesso Comune è intervenuto spiegando che "ad oggi non vi è stato alcun contatto con l'amministrazione" e che "l'area eventualmente individuata per la realizzazione è di proprietà privata nel Comune di Rozzano". Eppure la preferenza per la società nerazzurra rimane San Siro.
"Per noi il piano A resta San Siro col Milan. Dopo tre anni e mezzo di intenso lavoro, abbiamo ottenuto l'approvazione di massima del Consiglio Comunale: riteniamo che rinunciare ora non sia il caso, forse bisognava pensarci di più", ha commentato l'ad Alessandro Antonello. "L'Inter ha ben chiari i prossimi passi da fare, il piano B tutela gli interessi dei club e dei nostri tifosi".
In mezzo resta il Comune di Milano, che rischia non solo di vedere i nerazzurri lasciare l'area metropolitana ma anche di rimanere con il cerino Meazza in mano. "Cercherò di aiutarle a realizzare i loro progetti, non mi metterò di traverso, ma voglio solo far rispettare le regole", ha spiegato il sindaco Sala, ribadendo che "il Milan vuole andare con decisione verso un suo progetto che è comunque vicino all'attuale stadio San Siro. L'Inter dice che sta guardando altri terreni, ma non ne so niente. Se questa è la realtà, ne prenderò atto e cercherò di aiutarli".
Intanto, dopo l'incontro tra lo stesso Sala e Emanuela Carpani, Soprintendente all'Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Milano, è emerso che su San Siro ad oggi non ci sono vincoli ma che potrebbe scattare nel 2025.



