VIDEO | Mondiali, Bradley boccia la FIFA sul caso Balogun: "Le regole non si cambiano in corsa"
L'ex centrocampista della Roma e della nazionale statunitense è tornato sulla vicenda che ha fatto discutere dopo che all'attaccante americano è stata cancellata una squalifica dalla Fifa.
Michael Bradley ha fatto la storia del calcio americano. Conosce bene le dinamiche del "soccer", ma ha anche un'importante esperienza nel "football" europeo, avendo indossato le maglie di Chievo e Roma, ma anche quelle del Borussia Mönchengladbach e dell'Aston Villa.
Dopo aver intrapreso la carriera da allenatore, da quest’anno è il nuovo tecnico dei New York Red Bulls. A margine del lancio della nuova stagione della MLS, andato in scena ieri a New York e al quale hanno partecipato anche Griezmann e Tim Ream, Bradley è tornato sul caso Balogun, l’attaccante statunitense espulso e successivamente riammesso dalla FIFA con una decisione senza precedenti.
"Che idea mi sono fatto? È una domanda difficile. Personalmente credo che quello che succede durante un Mondiale dovrebbe restare all'interno del calcio. Avrei preferito che le regole rimanessero quelle che erano, senza cambiamenti durante il torneo", ha detto.
Una vicenda che per alcuni è finita per condizionare i giocatori in vista della partita costata agli Stati Uniti l’eliminazione dal Mondiale. Bradley, però, non crede che il caso abbia avuto un peso sul risultato.
"Personalmente non credo. Da calciatore sono sempre stato molto concentrato su ciò che potevo controllare. Penso che anche i giocatori abbiano pensato soprattutto alla partita. Se alla fine è stato deciso che Balogun potesse giocare, allora ha giocato. Ma non credo che questo abbia fatto la differenza".
Infine un giudizio sul percorso degli Stati Uniti: "Mi è piaciuto molto. Quando organizzi un Mondiale in casa, è normale sognare qualcosa di ancora più grande. Da Paese ospitante hai sempre l'ambizione e la speranza di arrivare il più lontano possibile", ha concluso.



